«La Luna? Straripante d'acqua molecolare»

Questa visione è però mutata in tempi recenti, modificando cospicuamente quella aspra immagine del nostro satellite. Questa non celere rivoluzione è forse una delle molte illazioni dovute a meticolosi studi e ricerche che hanno trasformato il volto della Luna.
Tra questi, spicca per accuratezza la fatidica missione lunare Chandrayaan 1, progetto avanzato in India di cui si denotano però connotati russi, come già discusso in un antecedente articolo. Ebbene, i risultati palesano l’evidenza di ingenti e mastodontiche quantità di acqua sul nostro satellite.
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E’ grazie a minuziosi studi americani che si sono aggregati a quest’ipotesi che si può quasi dare per certo ciò che i risultati della missione indiana palesano. Queste approfondite ricerche, poi, rivelano che la quantità di acqua molecolare presente sul nostro satellite è cento volte superiore rispetto a quanto ritenuto in passato.
Questi fatidici indizi possono farci risalire ad un’epoca immemorabile, trasportandoci sulla Terra di 4,5 miliardi di anni fa. Un ciclopico oggetto celeste, dalle grandezze assimilabili a Marte impattò con il nostro pianeta. La nube di cenere e polveri interplanetaria che orbitava perpetuamente la Terra si condensò formando la Luna. Mentre sulla Terra il magma si raffreddava celermente, molecole d’acqua rimasero preservate negli strati interni della Luna.
Reviewed by Pietro Capuozzo
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