La cometa di Rosetta getta sempre più acqua nello spazio
La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko sta gettando sempre più acqua nello spazio: a smascherarla sono stati i dati raccolti dallo strumento MIRO a bordo della sonda Rosetta. Lo strumento ha tenuto sott'occhio il nucleo della cometa da Giugno ad Agosto 2014, fino cioè allo storico arrivo di Rosetta in orbita attorno alla cometa.
"Le osservazioni raccolte in un periodo di tre mesi mostrano che la quantità di acqua nella forma di vapore acqueo emessa dalla cometa nello spazio è aumentata di dieci volte," spiega Sam Gulkis, a capo di MIRO presso la NASA. Alla fine di Agosto dell'anno scorso, la cometa stava emettendo 1,2 litri di vapore acqueo al secondo. "Studiare da vicino una cometa per un esteso periodo di tempo ci ha dato un'opportunità senza precedenti per vedere come le comete si trasformano da oggetti freddi e ghiacciati a oggetti attivi che sputano fuori gas e polveri man mano che si avvicinano al Sole."
MIRO è un piccolo spettrometro inviato in orbita attorno alla cometa per mappare l'abbondanza, la temperatura e la velocità delle emissioni di vapore acqueo e di altre molecole dal nucleo, ma anche per misurare le temperature nei primi centimetri di sottosuolo. A Settembre, le temperature interne del nucleo si aggiravano tra i 30 e i 190 Kelvin (da -243 a -83 gradi centigradi circa). Il limite superiore probabilmente aumenterà mentre la cometa continua a sfrecciare nello spazio verso il perielio della sua orbita.
Un'escursione termica così ampia è dovuta tanto al ciclo giorno-notte quanto alla latitudine: la regione polare dell'emisfero australe, ad esempio, non vede il Sole da parecchi anni, immersa in un profondo e scuro inverno. Al contrario, le temperature più elevate finora si sono registrate nell'emisfero boreale del nucleo. Inoltre, gli scienziati sospettano che la latitudine possa far variare anche la magnitudine delle variazioni dovute al ciclo giorno-notte: queste escursioni sono prossime allo zero nell'emisfero australe (dove quindi tra giorno e notte c'è ben poca differenza), mentre nell'emisfero opposto le temperature possono variare fino a 50 K a seconda delle condizioni di illuminazione.
Studiando le temperature interne del nucleo, MIRO potrà ricostruire con maggior precisione i meccanismi di sublimazione dei materiali ghiacciati nascosti appena al di sotto della superficie. I dati ottenuti finora indicano che alcune aree del nucleo emettono molto più gas di altre e lo fanno sopratutto in particolari "orari": la regione più attiva finora è stata la regione del collo, ossia il punto di contatto tra i due lobi, dove i picchi vengono raggiunti di solito verso il pomeriggio.
"La situazione potrebbe cambiare ora che la cometa si sta riscaldando," spiega Gulkis. "Le osservazioni di MIRO dovranno essere analizzate con precisione per determinare quali fattori oltre al calore del Sole sono responsabili del degassamento della cometa."
La cometa di Rosetta getta sempre più acqua nello spazio
Reviewed by Pietro Capuozzo
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26.1.15
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