Dawn raggiunge Cerere!
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| Cerere è diventato oggi il primo pianeta nano del sistema solare ad essere esplorato da vicino. Foto NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA |
Al momento della cattura, la sonda distava circa 61 mila chilometri da Cerere. Il segnale di conferma è arrivato alle 14:36 ora italiana, ma abbiamo dovuto aspettare un'ora per avere la certezza che la sonda fosse nella traiettoria desiderata e operativa.
| L'antenna di Goldstone ha rilevato il primo segnale di Dawn alle 14:36 ora italiana. |
A causa della spinta estremamente leggera, però, Dawn non può eseguire una manovra di inserimento orbitale “classica”, che consiste nel rallentare di migliaia di metri al secondo nel giro di pochi minuti. Dawn ha quindi dovuto diminuire progressivamente la propria velocità nel corso di vari mesi, ritardando l'incontro con Cerere. Dawn ha concluso l'avvicinamento al pianeta nano viaggiando a una velocità relativa di soli cento chilometri orari.
Ora Dawn inizierà una lenta discesa verso il nuovo mondo, mantenendosi al di sopra dell'emisfero notturno. Ciò le impedirà di scattare immagini nel visibile fino alla fine di Aprile, quando si inserirà nella sua prima orbita scientifica, conosciuta come RC3. Dawn inizierà poi una lenta spirale, abbassandosi sempre di più lungo quattro orbite distinte. La sua orbita finale, che raggiungerà a Dicembre di quest'anno, sarà a soli 380 chilometri di quota.
La missione primaria di Dawn terminerà nel Giugno 2016, quando le sue riserve di idrazina - il carburante necessario a controllare l'assetto di bordo, e quindi a svolgere funzioni come scattare fotografie e posizionare l'antenna verso la Terra per comunicare - inizieranno a scarseggiare pericolosamente. L'orbita finale di Dawn è stata progettata per essere molto stabile: la sonda, anche dopo che sarà stata spenta, continuerà a orbitare attorno a Cerere per secoli.
Le immagini che Dawn ha scattato durante l'avvicinamento stanno già facendo notizia: in un cratere di 92 chilometri, infatti, sono visibili due piccoli puntini molto riflettenti, uno dei quali (quello centrale) grande il doppio dell'altro. Nel 2014, la sonda europea Herschel aveva osservato nubi di vapore acqueo sospese sopra Cerere, espulse a un ritmo di sei chili al secondo da due diversi settori longitudinali. Il cratere che ospita i due puntini, come spiega Carol Raymond, Deputy Principal Investigator di Dawn, si trova proprio in uno di questi due settori, il che suggerisce che il calore generato da un impatto abbia portato all'esposizione e alla vaporizzazione dello strato sottostante di ghiaccio, lasciando forse un deposito ricco di sali. L'ipotesi che si possa trattare di un criovulcano, un massiccio vulcano ghiacciato, appare improbabile, in quanto nella regione non sembrano esservi rilievi.
Si pensa che Cerere in passato possedesse un vasto oceano liquido sotterraneo, riscaldato dal calore prodotto dal decadimento radioattivo di alcuni elementi nel nucleo roccioso. Oggi, quell'oceano si è probabilmente solidificato in uno strato sottosuperficiale di ghiaccio. Secondo le ultime stime, la massa di Cerere è per il 25% composta di acqua allo stato solido.
"Un tempo, Dawn era molto più simile alle lune come Europa," spiega Raymond, "e quindi pensiamo che avesse un potenziale astrobiologico."
Gli scienziati hanno anche notato un vasto bacino largo almeno 300 chilometri, i cui bordo appaiono molto consumati, quasi smussati. Secondo i ricercatori, questo cratere potrebbe essere la prova che ancora oggi, o perlomeno in tempi molto recenti, vi sono attività di convezione all'interno dello strato ghiacciato in grado di rimodellare e plasmare la superficie.
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Reviewed by Pietro Capuozzo
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