Philae completa una manovra critica per uscire dall'oscurità
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| Il centro di controllo di Darmstadt fotografato poche ore fa. |
Prima della manovra di poco fa, le condizioni di Philae erano critiche. Philae, che era rimbalzato due volte contro la superficie della cometa prima di fermarsi in una cavità circondata da massi ai piedi di una collina, stava pericolosamente esaurendo la sua carica elettrica, e dei suoi sei pannelli solari solo tre ricevevano luce, uno dei quali per un'ora e venti minuti e gli altri due per soli 20-30 minuti contro le 7 ore previste.
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| Cola scienza da tutte le parti! I dati in arrivo dallo strumento COSAC invadono gli schermi degli scienziati dell'ESA. |
Con questa manovra, gli scienziati sperano di poter ottimizzare l'esposizione dei pannelli all'illuminazione solare. "Le ultime simulazioni eseguite dalla CNES ieri sera [il 13 Novembre] indicano che la sequenza scientifica in atto in questo momento consumerà 81 dei 100 ampere disponibili, sempre che le batterie rimangano alla temperatura attuale" aveva dichiarato ieri pomeriggio Valentina Lommats dell'LCC. "Se possibile, in serata [ieri sera] cercheremo di far ruotare Philae in modo da avere il Pannello 1, il più grande dei pannelli solari, in completa illuminazione."
| Il sito Agilkia prima e dopo il contatto di Philae con il suolo. Il lander è poi volato un chilometro verso ovest. Foto ESA/Rosetta/NAVCAM |
Ieri mattina era stato attivato lo strumento MUPUS ed era anche stata azionata la trivella SD2, che ha perforato la cometa raccogliendo campioni del sottosuolo a una profondità di 25 centimetri. Le trasmissioni si erano interrotte a metà operazione e la conferma dell'ottima riuscita degli esperimenti è arrivata solo ieri sera.
Un'altra priorità a questo punto sarà quella di localizzare effettivamente la posizione attuale di Philae sulla superficie. Ieri sera, Rosetta ha rilasciato le immagini del sito di primo contatto, che mostrano i chiari segni lasciati dal rimbalzo di Philae a meno di dieci metri dal sito d'atterraggio previsto. Si pensa che Philae sia rimbalzato contro la superficie a 38 centimetri al secondo, e poi ancora una seconda volta a 7 centimetri al secondo e che si trovi ora circa un chilometro più a ovest, verso la punta del lobo minore. Il terzo e ultimo atterraggio è avvenuto alle 18:32 ora italiana del 12 Novembre, due ore dopo il primo contatto.
"Stiamo ancora aspettando l'arrivo delle immagini della discesa e dell'atterraggio," ha spiegato ieri Holger Sierks, a capo della fotocamera OSIRIS a bordo di Rosetta, che sta continuando a orbitare attorno alla cometa. "Nelle foto di OSIRIS, Philae dovrebbe essere circa 3x3 o 4x4 pixel di dimensioni. Attualmente OSIRIS sta portando avanti la sequenza di verifica dell'atterraggio caricata a bordo di Rosetta prima ancora della separazione di Philae e iniziata già ieri [il 13 Novembre]. La sequenza durerà ancora 3-4 giorni e scatterà in totale 84 fotografie, di dimensioni comprese tra 1x1 e 2x2 chilometri. Queste immagini mostreranno il primo rimbalzo e anche la sua direzione, e quindi ci aiuteranno a capire dove si trova ora Philae, ma sono centrate sul sito di atterraggio previsto e difficilmente hanno inquadrato anche il sito finale. Se sarà necessario, caricheremo una seconda sequenza di riprese più verso ovest, cioè verso la punta del lobo minore. Attualmente siamo impegnati a capire come la rotazione della cometa abbia influenzato l'atterraggio del lander."
Philae completa una manovra critica per uscire dall'oscurità
Reviewed by Pietro Capuozzo
on
15.11.14
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